Si è spento questa notte, nella sua abitazione di Sutrio, lo storico presidente dei Mobilieri Franco Quaglia. Aveva 72 anni. I funerali avranno luogo domani (giovedì 20) alle ore 14.30 nella Chiesa di Ognissanti della frazione sutriese di Priola.
Proponiamo il ricordo personale di Massimo Di Centa.

Franco Quaglia non c’è più. Il suo cuore, grande, ha smesso di battere in una notte di dicembre. Per quei pochi che non lo sapessero, Franco Quaglia è stato uno dei presidenti dei Mobilieri. Uno? “Il” presidente! Il presidente di quegli anni d’oro, dove per “vincere a Sutrio ci vuol la Nazionale” e lui a quei ragazzi voleva bene come a dei figli.
Quando sono andato, non molto tempo fa a casa sua, per salutarlo (ci andavo spesso), abbiamo parlato, come tutte le volte, del suo Sutrio. “Sai Massimo – mi diceva – non vado più al campo, ma la domenica ascolto sempre la radio”. La testimonianza di un amore per il calcio che non ha conosciuto crisi. Un calcio che forse, negli anni, è molto cambiato rispetto al suo, a quella dimensione umana e magari un po’ ruspante in cui lui l’ha vissuto. Quando parlava di “quel” Sutrio, a Franco si illuminavano gli occhi: ricordava persone, aneddoti, partite, polemiche, gioie e delusioni. Certo, con tutto quello che vinse quella squadra, ricordarla sarà stato di certo molto semplice. Eppure lui non legava quel periodo alle vittorie, ma più semplicemente ad una parte della sua vita in cui tutto deve essergli sembrato bello e per certi versi irripetibile. I suoi ragazzi, i suoi dirigenti, i suoi tifosi li chiamava tutti per soprannome, nella più ferrea tradizione sutriese, però non ne dimenticava uno! Nel suo bar fanno mostra coppe e foto degli invincibili “belli gialli” di allora e, sul bancone, la Coppa Carnia di due anni fa, che i dirigenti di ora hanno voluto portare lì, tra quei quattro muri in cui è stata scritta la storia del Sutrio. E lì, adesso, i ricordi continueranno e Franco sarà uno di più, forse il più bello, per le persone che lo hanno conosciuto, per la moglie Rosalda ed i figli Attilio, Roberta ed Elena, che abbraccio con tutto l’affetto che loro sanno. Ciao, Franco, ciao Presidente. Di “quel” Sutrio. E di sempre!

Massimo DI CENTA

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