La presentazione del libro sul secolo di vita del Tolmezzo, in programma martedì 18 alle 18.30 presso l’Auditorium “Candoni” di Tolmezzo, potrebbe rappresentare un’occasione importante per rinforzare, chiarire, spiegare (ognuno si scelga il verbo che vuole …) i rapporti tra il sodalizio del capoluogo e le società del Carnico. Rapporti che non sono certamente improntati alla collaborazione ed alla stima reciproca. Andare a ricercarne i motivi è esercizio perfettamente inutile, perché scatenerebbe un gioco delle parti (ognuno ha ragioni da esporre e torti da vendicare) assolutamente inutile e non certamente costruttivo. Chi scrive, anni fa, era dirigente prima e presidente poi di una società del Carnico ed ha vissuto in prima persona determinate situazioni, che, francamente, sono state anche spiacevoli. Però il tempo passa, le persone cambiano, le società si rinnovano e sarebbe il caso, forse, di mettere da parte il passato. Ricordare atteggiamenti o comportamenti di tanti anni fa non ha un grande senso, diciamocelo. La società rosso azzurra, in questi ultimi anni, ha cercato di ricucire amicizie, rapporti di stima e di fiducia reciproca e farle pagare colpe commesse da altri è un nemesi che sa di vendetta. Il fatto che la squadra si chiami Tolmezzo Carnia, per fare un esempio, rappresenta un ulteriore tentativo di identificare squadra e territorio, società e cultura locale. Persone come Raffaele Maisano, Enzo Zearo, Massimo Quaglia e tanti altri collaboratori della società attuale vengono dal Carnico e non hanno mai rinnegato un passato che anzi, ricordano con onore, rispetto e un pizzico di nostalgia. In tutta sincerità, credo che quando Stefano Coradazzi ha deciso la sfida con la Triestina, il mondo del Carnico ne sia stato orgoglioso. Basta, quindi, pensare a quello che è stato. Iniziamo a pensare a quello che potrebbe essere: ovvero, il Tolmezzo come punto di arrivo di chi è bravo, di chi merita e di chi ha voglia di fare. La convenzione che il presidente Lomuscio ed i suoi collaboratori hanno voluto stipulare con le società del Carnico va intesa come il simbolo di un qualcosa di nuovo. Leggiamola, informiamoci di come funziona, parliamone, discutiamone, miglioriamola, ma non pensare, a priori, che sia una fregatura. Parliamoci chiaro: il Tolmezzo ha tutto da perdere se i rapporti con le società del Carnico non sono buoni, perché il Carnico è il serbatoio naturale di una società altrimenti penalizzata dalla marginalità gografica e logistica. Dai commenti che compariranno in calce a questo articolo potremmo già avere risposte importanti, staremo a vedere.
Nel frattempo, martedì alle 18,30, fare un salto all’Auditorium per sentire di cosa parla questo libro potrebbe rappresentare già un passo. Aiutiamo l’autore a scrivere un’altra pagina, importante per tutti: quella che parla del Tolmezzo e delle squadre del Carnico, lontani da rancori e con tanta voglia di collaborare.